"Donare una parte viva di noi stessi , è sentirsi partecipi della vita altrui, ed è la più alta espressione d'amore verso il prossimo"
Mai, come nell’attuale momento storico, è stato così avvertito e forte il sentimento della solidarietà, intesa sia come propulsione di donazione verso il prossimo, sia come necessità di percezione dei benefici che l’atto del donare produce sui destinatari.
C’è infatti nel mondo una grande domanda, ma anche una grande offerta, di solidarietà per i tanti e forse troppi malanni che affliggono globalmente l’umanità. Si pensi agli effetti delle guerre, ai cataclismi naturali, alla fame, alle grandi endemie, ai quali nemmeno le società più evolute possono sottrarsi, e per i quali ci si sente in dovere di mobilitarsi e impegnarsi, riconquistando così quella dimensione umana più nobile, troppo spesso obnubilata e dimenticata
La solidarietà è in assoluto uno dei valori umani primari, necessario quanto indefettibile. Essa, come si è detto poc’anzi, si sostanzia in un dono e i suoi caratteri fondamentali sono la spontaneità e soprattutto la gratuità. Tuttavia è certo che la solidarietà ha comunque un costo per chi la offre. Un costo che, al di là degli aspetti materiali comunque monetizzabili, è squisitamente morale, e che per chi dona è quello di riuscire finalmente ad essere autenticamente generoso e di sconfiggere l’egoismo.
Ma è anche inconfutabilmente vero che, sempre sul piano morale (e non può essere altrimenti!), la solidarietà produce effetti dirompenti proiettandoci verso le sublimi dimensioni dell’appagamento spirituale.
La solidarietà ha molte facce e altrettante infinite espressioni. Una delle tante, ma non certo la meno importante è la donazione degli organi e del sangue, loro parti e derivati.
Di sangue ce n’è un assoluto bisogno per far fronte alle innumerevoli (purtroppo) esigenze sanitarie. Il fabbisogno ematico serve per coprire le emergenze improvvise connesse soprattutto all’infortunistica, agli eventi disastrosi, ma anche e non da meno al costante utilizzo nella ordinaria attività chirurgica generale. La disponibilità di scorte adeguate di sangue è, pertanto, strategicamente rilevante per assicurare la corretta gestione dei servizi sanitari, e garantire entro limiti di sicurezza la salute della collettività, ovvero di ognuno di noi.
Il sangue e i suoi derivati, ovvero le sue parti elementari, che vengono usati in campo sanitario possono provenire solo ed unicamente dall’uomo. Non possono infatti provenire da alcun altro essere vivente, sia pure simile all’uomo, né tanto meno possono essere riprodotti artificialmente in laboratorio.
Partendo da questa semplice e banale riflessione, appare evidente che l’uomo stesso deve impegnarsi nel corso della sua vita a donare ciclicamente il sangue, nella sua interezza o nei suoi singoli componenti, per poter un giorno eventualmente riceverne in caso di necessità sua propria o dei suoi familiari. La donazione di conseguenza deve essere avvertita oltre che come moto di generosità personale, solidarietà e amore per gli altri, come un atto doveroso di civiltà e impegno sociale. In questa ottica diventa fondamentale promuovere e diffondere la cultura della donazione in senso lato e del sangue in particolare, a partire già dall’adolescenza, nei primi anni della vita scolastica.
Il donatore che periodicamente da il sangue è, peraltro, la principale garanzia di sicurezza per chi è nella situazione di dover ricevere quel sangue, in quanto è una persona costantemente e minuziosamente controllata dal punto di vista medico attraverso un costante monitoraggio del suo benessere fisiologico e psicologico.
Il donatore, infatti, deve rispondere ai principali requisiti di sicurezza per se stesso e per gli altri. In ogni caso, sia che si tratti della prima donazione in assoluto che dell’ennesima, prima della donazione il medico responsabile della selezione dei donatori e della successiva raccolta di sangue, accerta che il candidato donatore possegga i requisiti ideali affinché la sua stessa donazione non debba arrecare danni a sé o al ricevente. Il candidato donatore risponderà in maniera veritiera sia alle domande del medico che al questionario riguardante il suo attuale stato di salute.
Donare il sangue è facile e fa bene a chi lo riceve e chi lo dona
Sembrerebbe uno spot pubblicitario, e invece è proprio vero che donare il sangue è più semplice e facile di quanto pensiamo e, oltretutto, non si corre alcun pericolo e complicazione, anzi ci sono benefici immediati per chi dona oltre che, ovviamente, per chi riceve il prezioso fluido vitale. Vediamo dunque insieme cosa occorre per diventare un buon Donatore di sangue.
Requisiti del Donatore
Età
Per donare il sangue occorre avere compiuto 18 anni e non aver superato i 65. La prima donazione della vita deve essere fatta entro e non oltre i 60 anni di età.
Requisiti fisici
Massa corporea:
- il soggetto che dona il sangue deve pesare almeno 50 Kg,
- per la donazione multi-component, dove un elemento è rappresentato dai globuli rossi, il donatore dovrà avere un peso non inferiore a 60 Kg.
Pressione arteriosa:
- all’atto della donazione la pressione arteriosa dovrà essere compresa tra i valori di 60 mb per la minima, e 110 mb per la massima.
Valori ematici:
- emoglobina per donazione di sangue intero:
- non inferiore a 13,5 per gli uomini
- non inferiore a 12,5 per le donne
- emoglobina per plasmaferesi
- non inferiore a 12,5 per gli uomini
- non inferiore a 11,5 per le donne
Naturalmente, nel momento in cui il soggetto donatore si reca presso uno dei centri trasfusionali dove ha deciso di effettuare la donazione, trova ad accoglierlo uno staff medico che prontamente effettua su di lui uno screening delle sue condizioni fisiche e una rapida ricerca di eventuali cause ostative alla donazione.
Il donatore infatti può trovarsi in alcune particolari condizioni per le quali la donazione non può essere fatta al momento ma deve essere rinviata in un secondo tempo. Come pure esistono alcune situazioni, legate alla salute del donatore per particolari patologie, pregresse o in atto, che impongono l’esclusione permanente della donazione, a tutela sia del ricevente sia del donatore stesso.
Va anche detto che in qualunque momento il donatore può sospendere la propria donazione o invalidarla comunicando al medico, in totale riservatezza, la propria decisione di autoesclusione
Vediamo dunque di riassumere in maniera quanto più schematica e semplice possibile le situazioni anzi accennate ed i relativi criteri di esclusione temporanea e permanente dalla donazione.
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Donazione di sangue intero e di emocomponenti
Il sangue può essere donato per intero, così come sostanzialmente scorre nella sua integrità nel donatore, oppure nei suoi singoli componenti, quali il plasma, le piastrine, i globuli rossi, i leucociti, anche in associazione tra loro. Si dice così che la donazione è di sangue intero, di un emocomponente o multi-component.
La donazione di emocomponenti, e multi-component, è un nuovo tipo di donazione che permette di realizzare in una unica seduta, con l’applicazione della tecnica dell’emaferesi, la raccolta di globuli rossi concentrati, piastrine e plasma in varie associazioni tra loro. Questo nuovo tipo di donazione rispetta e tutela maggiormente la salute e la sicurezza del donatore, in quanto permette di personalizzare la donazione.
In tal caso, infatti, il donatore, in base alle sue caratteristiche ematologiche e fisiche, donerà solo l’emocomponente o alcuni emocomponenti, il cui asporto comporterà minime variazioni dei suoi normali valori fisiologici e ciò a maggiore tutela della sua salute. Contemporaneamente si assicura che il paziente riceva gli emocomponenti di cui necessita con il giusto contenuto di emoglobina e di piastrine al fine di ottenere la migliore risposta terapeutica.
Frequenza delle donazioni
Donare sangue comporta comunque uno sforzo fisico da parte del donatore e affinché si ristabilisca la piena normalità fisiologica e ematica occorre del tempo. Nella donazione singola, a mezzo di aferesi, di plasma, o piastrine, o leucociti, l’impegno fisico è minore rispetto alla donazione di sangue intero, e minori sono pertanto i tempi di recupero previsti per il donatore.
La frequenza delle possibili donazioni di sangue ed emocomponenti è stata opportunamente regolamentata dalla norma a tutela della salute del donatore.
E’ stato così stabilito che:
relativamente alla donazione di sangue intero:
il numero annuo delle donazioninon deve essere superiore a quattro nell'uomo e a due nella donna in età fertile e che l'intervallo fra due donazioni non deve essere inferiore a novanta giorni
relativamente alla donazione di emocomponenti:
- l’intervallo di tempo minimo tra due donazioni di plasma e una di sangue intero è di 14 giorni;
- tra una donazione di sangue intero e una di plasma l’intervallo è di 1 mese;
- lo stesso intervallo previsto per la plasmaferesi è valido per la piastrinoaferesi;
- l’intervallo tra due donazioni multi-component, varia tra i 14 e i 180 giorni, a seconda del tipo di componente oggetto del prelievo.
Nota della Redazione
I riferimenti e i dati medico-scientifici contenuti nel presente testo, sono stati tratti dagli opuscoli pubblicati dalla FIDAS (Federazione Italiana Associazioni Donatori di Sangue), la cui sede nazionale è in P.zza Fatebenefratelli, 2 – 00186 Roma // www.fidas.it - email: fidas@fidas.it, presso la quale è possibile rivolgersi per eventuali ulteriori notizie e approfondimenti riguardanti la donazione di sangue.